Posted on Giovedì, Giugno 8th, 2006 at 23:01. About Curiosità, Cucina Etica.

Nella nuova fattoria le uova sembrano vive!

di Michael Pollan giornalista statunitense. Insegnante all’Università di giornalismo di Berkley, questo articolo è tratto dal suo ultimo libro The omnivore’s

C’è una rivoluzione agricola che comincia dietro casa. E’ nelle fattorie dove si possono comprare carni e verdure senza piegarsi alla dittatura dei supermercati e dei surgelati.

Joel SalatinNon sarei mai andato a Polyface Farm, la fattoria di Joel Salatin se lui non si fosse rifutato di spedirmi per corriere uno dei suoi polli. Avevo sentito parlare molto della qualità della carne “oltre il biologico” prodotta nella fattoria ed ero ansioso di assaggiarla. Salatin e la sua famiglia allevano bovini, polli, maiali, tacchini e conigli con una complessa rotazione che ha rivoluzionato i suoi 1.360 ettari di pascoli e boschi nella Shenadoash Valley, in Virginia, una delle fattorie più produttive ed ecologiche di tutti gli Stati Uniti. Ma quando ho telefonato a Joel per chiedergli di mandarmi un galletto da fare alla griglia, mi ha risposto che non poteva.

“Non penso sia corretto – ‘biologico’ – spedire la carne in giro per il paese. Se vuole assaggiare uno dei nostri polli, temo che dovrà venire qui a prenderselo” Joel parlava sul serio spiegando che Polyface non spedisce carne molto lontano, non vende ai supermercati e neanche ai grossisti. Tutta la carne e le uova che produce sono mangiate nel raggio di qualche decina di chilometri o, al massimo, a mezza giornata di macchina – entro il “raggio alimentare” della fattoria… Joel è convinto che l’unico modo per stabilire un rapporto corretto tra chi compra e chi vende è potersi guardare negli occhi, cosa che ormai pochi cercano di fare: “ Non è strano che le persone perdano più tempo a scegliere un muratore o un meccanico invece della persona che produce il loro cibo?”……Joel, che si definisce un “agricoltore-cristiano-libertario-ambientalista-pazzo” invia ogni anno ai suoi clienti una lunga e imperiosa lettera nche convincerebbe anche il peggiore drogato di fast food a comprare una galletto allevato a terra della Polyface Farm come atto di redenzione sociale, ambientale, nutrizionale e politica…
Saluti dai nemici del codice a barre

In Italia
Gruppi di acquisto solidali (Gas) hanno l’obbiettivo di aiutare chi vuole consumare in modo consapevole e critico. Il primo Gas è nato nel 1994 e oggi ne esistono circa 170. La merce è scelta secondo alcuni criteri di base: i fornitori devono essere piccoli produttori che possono offrire prodotti biologici, locali, realizzati in condizioni di lavoro dignitose, da cooperative swociali o da chi lavora con persone svantaggiate. Oggi i Gas cercano di allargarsi ad altri settori come il tessile, la telefonia, la distribuzione e il turismo, in modo da affiancarsi a quelli già affermati come finanza etica e commercio equo e solidale.

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